Istuäřä ‘d bō: proseguono a Salbertrand le storie del bosco…

carnevale_maschere

‘l Carnavà du Guéini di Salbertrand si caratterizza – oggi come in passato – per i suoi riti tradizionionali quali la musicca, il cibo rituale durante la sfilata dei carri, la lettura del testamento (allegorico) con annesso falò del fantoccio nella sera del martedì grasso. In passato il Carnevale di Salbertrand si animava di vari personaggi (il dottore, gli arlecchini, i siringäri, l’aratore, i vecchi, i bambini…); tra questi la Quaresima (Carèimä) che arrivava sul ballo del martedì grasso, a mezzanotte in punto, con un vestito tutto bianco, indossava una vizajerä (maschera in legno che copriva il volto intero, sagomata con naso, zigomi, bocca) con un’espressione malinconica e brutta. Sulle note di una musica triste occupava il ballo per poi andarsene in silenzio, la sua figura sanciva la fine del carnevale.
Per rendere omaggio a questa secolare tradizione che non accenna ad estinguersi, anzi si rinnova di anno in anno, è stata allestita presso la vetrina dell’Hotel Dieu un’esposizione di maschere in legno intagliate dagli scultori di Salbertrand e Bardonecchia  Alberto Capellino, Dario Milesi, Elisabetta Serra, Andrea Silvestro, Carmen Antonicelli e Gian Vittore Pontarollo.

Arricchisce l’allestimento una collezione di immagini del carnevale tradizionale di Salbertrand di Federico Milesi.

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