Villaggio Leumann

La Provincia di Torino avviò nel 1995 il “progetto Cultura Materiale” volto alla creazione di una rete ecomuseale che fa cardine sul riconoscimento identitario di una comunità con il proprio territorio: Il Villaggio Leumann è uno di questi.
Si tratta di un raro esempio in Italia, con Crespi d’Adda e Schio, di Villaggio Operaio che si sia conservato integralmente.
L’Ecomuseo copre quindi tutta l’area del Villaggio e viene posta al centro dell’interesse la vita che qui si viveva: il lavoro, la famiglia, la scuola, la religione, il tempo libero, le relazioni sociali e la sua evoluzione nel tempo.
Tutelare e valorizzare questa importante realizzazione dal punto di vista storico, architettonico e sociale permette concretamente di utilizzare quanto del passato viene fatto riemergere per riflettere sui problemi che oggi si debbono affrontare e risolvere.
Conoscere in quali condizioni si lavorava nel Cotonificio Leumann può aiutare a comprendere meglio quali sono oggi le condizioni di lavoro.
Conoscere i servizi che venivano messi a disposizione dei residenti nel Villaggio può aiutare a comprendere quali sono i servizi di cui oggi abbiamo bisogno e le condizioni per ottenerli.
Un continuo rimando dal passato al presente e viceversa per rafforzare l’identità di chi vive in questo territorio e per avere più strumenti a disposizione per affrontare un presente particolarmente problematico.
Un Villaggio operaio che ha avuto una intensa vita che oggi si reinventa divenendo una sorta di laboratorio sociale le cui conclusioni vanno ben oltre i suoi confini.

Il carattere distintivo dell’ecomuseo è certamente l’architettura: infatti il Villaggio fu progettato da Pietro Fenoglio, massimo esponente dello stile Liberty, e fu realizzato tra il 1982 e il 1912.

Vi sono due tipologie di case; alcune di esse tinteggiate in colore giallo,   presentano delle decorazioni geometriche o floreali nella parte alta del muro esterno, marcapiano in mattonelle di maiolica di colore blu e riquadri alle finestre e alle porte in litocemento. Altre, in mattoni a vista, hanno decorazioni in ferro battuto  e  riquadri alle finestre e alle porte in litocemento. Tutte le case sono circondate da un giardino nella parte anteriore e hanno un orto nel retro.

L’Associazione Amici della Scuola Leumann nasce nel 1992 dall’idea di un gruppo di persone legate, a vario titolo, da profondo affetto al Villaggio Leumann e animate dal desiderio di dare nuova linfa ad una comunità che stava perdendo la memoria delle sue radici.

Le iniziative dell’Associazione Amici della Scuola Leumann sono tese a:

a. valorizzare il Villaggio Leumann come documento di un periodo storico rilevante: l’industrializzazione e come luogo della memoria di chi qui è venuto a vivere.

b. far vivere il Villaggio Leumann come uno spazio in cui incontrarsi per conoscersi e riconoscersi;

c. promuovere eventi a scopo benefico.

Al fine di raggiungere tali scopi l’Associazione si impegna, tramite i suoi volontari e nell’intento di agire a favore di tutta la collettività, nelle seguenti attività:

1. Didattiche e divulgative: visite guidate; centro studi, documentazioni e ricerche storiche; aiuto e assistenza agli studenti di ogni ordine e grado per la produzione di tesi. Vengono accolti, in Associazione, studenti in stages; corsi di Arti Tessili volti a tramandarne la memoria.

2. Promozione e valorizzazione del territorio: eventi diversi legati all’artigianato tessile, organizzazione di convegni, mostre storico-fotografiche inerenti il territorio e l’ambiente del tessile

3. Aggregative: organizzazione di eventi culturali e aggregativi.

4. Solidali: sostegno alla Caritas parrocchiale; interventi mirati a favore di famiglie o persone in difficoltà.

Il Villaggio operaio Leumann, sorto per volontà dell’imprenditore illuminato Napoleone Leumann, per quasi un secolo ha rappresentato un nucleo coeso di abitazioni, maestranze e istituzioni sociali quasi del tutto autonomo. All’interno del villaggio si trovavano tutte le strutture e le attività che servono ad un complesso abitativo: il lavoro, le scuole, lo spaccio alimentare, la chiesa, lo sport, il circolo ricreativo, il teatro.

Alla chiusura dell’opificio, nel 1972, il complesso ha perso la propria identità e anche la memoria della sua nascita. A mano a mano che gli anni passavano, sono scomparse la varie attività che vi si praticavano e gli abitanti del villaggio hanno dovuto cercare all’esterno quanto prima trovavano comodamente all’interno del complesso stesso.

Anche il valore architettonico, urbanistico e sociale del villaggio andava scomparendo per la mancanza di attenzione e di riconoscimento da parte delle istituzioni.

L’Associazione Amici della Scuola Leumann, formata inizialmente da persone che avevano le loro radici in questo borgo perché vi erano nate, vi erano vissute a lungo, vi avevano frequentato le scuole e la chiesa, avevano lavorato all’opificio, ha voluto farsi carico di riportare all’attenzione dei collegnesi e delle istituzioni l’importanza di questa realtà

Si è impegnata in una raccolta fondi e nel reperimento delle necessarie competenze per la progettazione di un ricupero conservativo della Stazionetta Leumann, ex stazione con biglietteria e sala di attesa della linea ferrotranviaria Torino-Rivoli. Detta ristrutturazione è stata possibile grazie ai contributi della Città di Collegno, della Regione Piemonte e della Provincia di Torino.

In 30 anni di attività costante e di dedizione da parte dei soci ordinari che la compongono e che volontariamente offrono la loro opera di divulgazione, uniti agli altri che la sostengono economicamente ogni anno, l’Associazione ha raggiunto lo scopo: oggi il Villaggio Leumann è tornato ad offrire ai suoi abitanti luoghi ed attività in cui incontrarsi.

La memoria della tessitura è parte integrante della vita del villaggio ed è mantenuta viva tramite i laboratori inaugurati nel 2007 e la manifestazione dedicata esclusivamente all’Artigianato Tessile “Filo lungo filo, un nodo si farà” che si svolge ogni anno nel quarto fine settimana di settembre.

Le istituzioni dimostrano attenzione e volontà di intervenire sul Villaggio con opere di ristrutturazione ed abbellimento.

Nel 2009 è stata inaugurata la Casa-museo: ricostruzione di una casa dell’epoca di Napoleone Leumann, fondatore dell’omonimo villaggio operaio.

Il progetto della casa museo, curato dall’architetto torinese Alessandro Mazzotta, è il primo tentativo in Italia di valorizzare la realtà domestica di un villaggio operaio e approfondisce la conoscenza sul tema delle condizioni di vita nei borghi industriali di nuova fondazione su matrice paternalistica.

Sono frammenti di vita quotidiana che coprono un periodo di circa 50 anni, dal 1900 al 1950.

Studenti di ogni ordine e grado studiano il Villaggio sotto il profilo architettonico, urbanistico e sociale (fanno fede le oltre 30 tesi presenti nel nostro centro di documentazione e le mostre che periodicamente portano all’attenzione dei visitatori sperimentazioni nel campo dell’architettura e della comunicazione multisensoriale). Le visite guidate e alcune manifestazioni portano al Villaggio Leumann persone da ogni parte d’Italia e dal mondo.

Corso Francia, 349 – Collegno  (TO)

www.villaggioleumann.it

https://www.facebook.com/EcomuseoVillaggioLeumann

info@villaggioleumann.it 

tel. 347 3596056

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